
Luana, che avevo mandato a casa di Sofia per convincerla a venire qui, è riuscita a trascinarla e sono arrivate da un po’. Luana si è spazientita per il traffico (una delle tante cose che non sopporta!) e ora cerca di rilassarsi osservando me e i miei invitati con una lente di ingrandimento in cerca di difetti, mentre Sofia continua ad essere molto spaventata ed angosciata a tal punto che quando suona il campanello la vedo sobbalzare e mettersi una mano sul petto.
DLIN DLON DLIN DLON

Sono le mie sorelle adorate Mara e Pamela che mi abbracciano entrando dentro mentre dall’ascensore spuntano la mia amica Rosa e suo marito Paolo. Do il mio benvenuto anche a loro.
“Dai entra” intima Paolo alla moglie con un tono così categorico che ripenso al motivo per cui non volevo invitarlo, “Dai il cappotto alla padrona di casa” continua a dirigere la moglie come fosse una marionetta. Già in diverse occasioni mi sono dovuta rendere conto che Paolo è un po’ il padre e marito padrone. Dirigente di una azienda molto importante crede di poter comandare tutti come se fossero suoi sottoposti e di imporre la sua volontà. Il lavoro che fa lo ha aiutato a sviluppare ancora di più il suo saper prendere le decisioni ed assumersene le responsabilità, che aggiunti alla sua ambizione e avidità gli hanno permesso una rapida ascesa. Comanda moglie e figli calpestando i loro desideri e le loro opinioni e aspettandosi totale obbedienza; il mio spirito ribelle proprio non riesce a mandare giù questa cosa, ma lui è il marito di Rosa e quindi, mio malgrado, sono costretta a frequentarlo.
Sua moglie sembra aver imparato a gestire il marito, ma di certo non le sue paure e preoccupazioni per i familiari, “Ho lasciato da sola Anna, aveva un po’ di raffreddore, non vorrei che si stia ammalando, se le dovesse salire la febbre alta sarebbe rischioso ed io non sarei con lei, magari si è presa una polmonite!!”, “Smettila di dire fesserie” le ordina il marito avvicinandosi al vassoio con gli antipasti. Cerco di rassicurare Rosa che un raffreddore è difficile che si trasformi in polmonite in poche ore … Ma c’è poco da scherzare … questa donna trasforma qualsiasi cosa in un dramma! È perennemente in ansia per i figli per i quali teme sempre il peggio, costringendoli a chiamarla in continuazione per essere rassicurata.
Dopo aver presentato i nuovi invitati al resto della compagnia mi dedico alle mie sorelle. Sono un po’ preoccupata per la più piccola di noi tre: Mara. Lei è una ragazza solare e piena di vita ma ogni tanto, ciclicamente, le capita di sprofondare in una tristezza cupa, senza motivi apparenti e sapere che questa nuvola nera prima o poi arriva nella sua vita l’ha un po’ spenta. L’ultima volta le è durata per diverse settimane e nonostante tutti noi le chiedessimo un motivo lei non sapeva indicarcelo e nessuno riusciva a fare nulla per tirarla fuori da questa depressione. Le parlo cercando di scorgere i segni di quell’ombra che entrambe sappiano sta per arrivare.
Faccio i complimenti alla mia sorellona Pamela per il vestito che indossa; lei è una donna bella ed elegante con un marito, una casa ed un bel lavoro eppure non sembra mai felice, sempre a chiedere scusa per ogni cosa: “scusa di qua e scusa di là”. Negli ultimi anni sta tentando,senza riuscirci, di rimanere incinta e poiché non ci sono cause oggettive alla sua infertilità lei si è convinta di non meritare un figlio e che questa è l’espiazione di una qualche colpa che ha commesso.
Andiamo tutte e tre in cucina per ultimare i preparativi della cena e mi accorgo di aver comprato poco pane “mi sa che non basta per tutti” dico rammaricata, “mi dispiace, scusami” sono iniziate le scuse di mia sorella, “scusa di cosa?” le rispondo spazientita “non ho pensato a chiamarti prima di arrivare e chiederti se ti serviva qualcosa”, sto per risponderle quando mia madre ci raggiunge in cucina “Pam, Mara non mi salutate? Sono così felice di vedervi, non mi venite mai a trovare”, le mie sorelle mi guardano con aria interrogativa, tristemente sorprese che mamma sia qui!
... Continua...
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