domenica 31 ottobre 2010

Impatiens - il Fiore per gli Impazienti


La prima persona che ho cercato nel cerchio è stato naturalmente Matteo, perché la sua impazienza e la sua ansia di correre chissà dove lo rendono sempre particolarmente teso, ma le mie preoccupazioni erano vane.

Un bellissimo fiore color malva lo teneva per mano e, concentrandomi sul suo profumo, potevo sentire cosa gli stava dicendo:

“Non credere che non capisca il tuo impeto, figurati … mi basta essere sfiorato per lanciare i miei semi anche a metri di distanza, mi chiamano tutti il fiore “non mi toccare”, un po’ come te quando sei preso nella frenesia della tua corsa. Io sono qui per parlare a te e a tutte le persone che, come te, amano la velocità nel fare e nel pensare ma non riescono a portare pazienza con le persone più lente.
Tu fai e fai fare tutto di corsa e non ti rendi conto che, in questo modo, ti perdi lo spettacolo del paessaggio che accompagna il tuo camminare … chi corre lascia indietro il piacere di gustarsi quello che accade, ma soprattutto lascia indietro i propri comagni di avventura preferendo andare avanti di corsa, piuttosto che aspettare”.


Matteo ascoltava con grande attenzione le parole pronunciate dal fiore Impatiens:

“hai ragione, non ci ho mai pensato!! Io lavoro di fretta, mangio di fretta, parlo e penso di fretta e non sai cosa succede quando le cose non vanno al passo con i tempi che ho deciso, perché questo mi rende nervoso ed irrascibile, a volte non riesco a trattenere i miei scoppi di rabbia”.

Non scoraggiarti amico mio, io sono qui per ricordarti che sei venuto in questa terra per portare la pazienza ed imparare che ogni avvenimento ha la sua ora per accadere ed ogni persona i suoi tempi giusti.
Ti dono questa piccola ampolla di vetro dove due gocce del mio messaggio nuotano in pura acqua di fonte e sapranno ricordarti tutto quello che in questo momento stai ascoltando dai miei petali
” e gli consegnò un boccetta di vetro scuro trattenuta da una ghirlanda di foglie intrecciate per trattenerla appesa al suo collo.

Matteo sorrideva e si guardava intorno con attenzione e delicatezza (forse per la prima volta in vita sua) per gustarsi lo spettacolo di quello che stava vivendo;


forse per questo non gli sfuggì la rana verde, con una benda nera sull’occhio destro ed un fucile portato a tracolla, avanzare verso di lui.

“Non temere” gli disse il dott AggiustaStorie “non è qui per farti del male ma per farti anche lei un dono”.

“cra cra” disse la rana appena giunta ai piedi di Matteo che guardò il dottore, senza sapere chi fosse, ma cercando il suo sguardo rassicurante.

“La tua ospite ti ha portato in questo mondo, dove le parole sono forti e rigogliose, dove i fiori parlano e le storie sono capaci di condurti in luoghi che ti rendono felice e nuovo, come un bambino appena nato. L’essenza delle parole del fiore che ora porti al collo saprà guidarti con dolcezza lungo la strada che porta al tuo vero io, ma perché la tua anima possa capire fin in fondo quello che il fiore Impatiens gli ha appena sussurrato, qui abbiamo costruito per te e per tutti quelli che vanno sempre in gran velocità una FAVOLA”.

“Si” ho aggiunto io, certa che Matteo potesse ascoltare distintamente le mie parole anche se non era il mio vicino di cerchio, “ancora non lo sai, ma io scrivo storie per parlare al bambino che c’è dentro di noi e perché nessuno possa dimenticare la magia che la vita ha sempre in serbo per i suoi figli”.

“craaa crrraaaa” disse la rana agitando il suo fucile cerbottana sotto il naso impaurito di Matteo ed emettendo un sibilo acuto, segno che la storia scritta per lui e per tutti gli impazienti, era arrivata ed ora stava srotolando le sue parole che avrebbero accompagnato il fiore Impatiens nel suo compito di ricordare a Matteo l’importanza di essere calmo e tranquillo nel rispetto dei tempi di tutti.




... Continua...


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